Il lavoro artistico – visuale di Anna Laura Longo va di pari passo con la ricerca sonora e con l’attività saggistica e di sperimentazione poetica.

In un ciclo di opere recenti, la scrittura, fatta oggetto di una sorta di decostruzione, acquista una nuova vita attraverso dei risvolti residuali inusitati, che si fanno portatori di sorprese in senso materico e più in generale visivo.
Questa ricerca si avvale anche di diversi riferimenti a Jacques Derrida.
Scrive il filosofo e saggista francese: ” Tutto è traccia. In tutto c’è un’esperienza di richiamo a qualcosa d’altro. All’altro. Al nostro presente o passato. “.
La preziosità della traccia affiora con forza e con una poeticità ineludibile nel lavoro di Longo, trovando un’esplicitazione anche attraverso l’elaborazione e il rimaneggiamento del vissuto personale, sulla base di una matrice (o scansione) diacronica, che sia in grado di ricondurre verso una porzione di vita, illuminata dai risvolti dell’indimenticabilità.
Cosa, in sintesi, può ritenersi – personalmente o collettivamente- indimenticabile?
Con quali modalità tende a imprimersi (o trovare appoggio) il segno indelebile?
Il residuo è da vedersi come un lascito di energia evanescente o come un condensato dai confini mutevoli?

Esso si infrange o si adagia sulle superfici della nostra memoria trovandovi quasi un respiro o al contrario una fagocitazione?

Questi nel complesso i quesiti artisticamente affrontati e interpretati con ricercatezza e con una marcata dose di profondità. Nell’opera in questione, intitolata Matérialisations poétiques, il residuo, diviene quindi una vera e propria impronta: una materia tangibile, di natura corpuscolare da esperire mediante la vista e il tatto.

A monte è presente un apporto musicale, frutto di un percorso performativo. Anna Laura Longo è abitualmente coinvolta sia come pianista, sia come artista visiva e autrice, nei vari progetti. Il suo lavoro già da qualche anno è frutto di una riflessione di carattere espanso, che riguarda le conseguenze del gesto, a partire da forme di sollecitazione che possano rivelarsi minime (quasi spoglie o inavvertibili) o al contrario a partire da sollecitazioni che siano frutto di elaborazioni e condensazioni molteplici, particolarmente ricche di sfumature.

Ciò vuol dire che la limpidezza di un minimalismo estetico – talvolta meditativo – può subire con facilità un repentino ribaltamento e trasformarsi in un episodio artisticamente ricolmo di stratificazioni e complessità, affidandosi volta per volta alle “movenze” del linguaggio visivo, oppure sonoro e performativo. Viene impostata e perseguita quindi una tecnica di slittamento, alimentata da una sicura intraprendenza, che diviene un punto di forza e che ritroviamo anche laddove occorra calibrare o manovrare le tracce di un eventuale straniamento.

Il materiale che compone Matèrialisations poétiques è attualmente in visione presso la Biblioteca del Museo “Les Abattoirs” di Tolosa, in Francia. Il Museo e la biblioteca ad esso collegata sono particolarmente attivi nell’ambito della diffusione dell’arte e costituiscono un punto di riferimento per la conoscenza dei linguaggi contemporanei.
Quello che viene messo in discussione da Anna Laura Longo è un radicamento all’interno di una modalità univoca, di pensiero e azione. Le necessarie torsioni e distorsioni artistiche prodotte seguono un andamento evidentemente intuitivo e inducono a privilegiare un “gesto” volenterosamente interrogativo, mai rivolto in direzione della prevedibilità.

La personalizzazione dei percorsi e una rigenerazione assidua delle ipotesi costruttive di fondo sono di certo dei fattori visti come sostanziali.

Coordinate

Musée Les Abattoirs ( Bibliothèque)

76 All. Charles de Fitte, 31300 Toulouse, Francia

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