Milano, 22 novembre 2023 – Claudio Sottocornola, filosofo e scrittore da anni impegnato in una indagine transdisciplinare sulla crisi del sacro in Occidente, e su una sua possibile rimodulazione, ci propone con “Così vicino, così lontano” (Velar, 2023, pp. 200), una serie di saggi dall’approccio filosofico-esistenziale ai temi focali della spiritualità e della teologia cristiana, rintracciando nell’inquietudine contemporanea la chiave d’accesso ai territori del sacro e della trascendenza.

L’autore infatti intende attraversare tali contenuti secondo un’ottica ermeneutica e inclusiva, ritenendo che avvicinare i temi dell’esperienza religiosa in un’ottica esclusivamente confessionale rischi di eludere la loro portata o vocazione universale, che caratterizza ogni grande esperienza spirituale, artistica, teoretica o mistica che sia.

E cita l’esperienza dello scrittore Erri de Luca che, “senza appartenere alla galassia credente, legge e medita la Bibbia quotidianamente, offrendoci poi meditazioni sia scritte che orali, ricolme di sapienza che verrebbe voglia di chiamare trascendente, ma senz’altro di una umanità integra e integrale”.

Citando la celeberrima affermazione di Goethe, “Dimmi che Dio hai e ti dirò chi sei”, Sottocornola sottolinea poi che è centrale capire cosa intendiamo per Dio, piuttosto che schierarsi in contrapposti schieramenti. Ma per far ciò diviene assolutamente preliminare familiarizzare con quanto la storia, la civiltà, la tradizione hanno depositato e traghettato sino a noi in termini di fede, arte, pensiero, spiritualità e vita, a proposito di sacro, trascendenza, senso o fine dell’esistenza.

Così l’autore, forte del suo habitus filosofico, si avventura in territori impervi, di solito praticati da una ristretta cerchia di addetti ai lavori per addetti ai lavori, cimentandosi in una analisi delle più ardue questioni di pertinenza della teologia sacra (ossia riferibile a Bibbia e Tradizione), con la libertà del filosofo ma, anche, il rispetto e la cura di chi avverte che esse interpellano in realtà l’umanità in quanto tale, e dunque esigono un approccio aperto, divulgativo, attualizzante.

A partire dalla contemporanea crisi della parola, sovraesposta e inflazionata a livello mediatico, egli propone dunque il recupero del suo significato biblico e metafisico, inoltrandosi nell’indagine della sua manifestazione esistenziale, storica e quotidiana.

Il rapporto fra tradizione e attualità, le suggestioni del Gesù storico, la considerazione della natura umana fra nichilismo e speranza, l’ineffabilità e la trascendenza del divino, il mistero trinitario nella sua declinazione inclusiva, gli abbozzi di una fenomenologia mariana, le possibilità di un recupero maturo della dimensione devozionale e affettiva, sono solo alcuni fra i temi affrontati.

Sullo sfondo il sogno di un superamento degli integralismi incombenti, e la considerazione del pluralismo come dono in funzione di una superiore unità, evidente nel capitolo conclusivo “Suggestioni per un tentativo di approccio transconfessionale”.

L’intento di Sottocornola insomma, nonostante la profonda empatia per la tradizione che egli indaga e nella quale si inscrive la sua ricerca, non è mai esclusivamente interno a tale tradizione ma, nell’esigenza di contestualizzazione ed ecumenicità che lo attraversa. Si avverte una prospettiva davvero universale e tuttavia consapevole che ad essa si concorre non da una astratta, indefinita e astorica posizione, ma  piuttosto a partire dal linguaggio, dall’esperienza, dalla tradizione che la vita ci consegna perché abbiamo a trasmetterla sviluppandone tutte le potenzialità inscritte.

La suddivisione del volume in due parti permette di attivare due diverse forme di lettura e due tipologie di interesse:

  • nei “Brevi” Sottocornola si addentra in una rilettura, ad esempio, del Gesù storico, ricca di spunti attualizzanti, non conformisti e a tratti provocatori rispetto ad una iconografia troppo spesso edulcorata e convenzionale;
  • negli “Sviluppi”, più analitici, l’autore propone invece riflessioni più articolate su aspetti specifici della spiritualità cristiana, come il mistero trinitario, la fenomenologia mariana, la devozione al Sacro Cuore, mai però dismettendo un habitus filosofico che sa guardare anche alla tradizione con uno sguardo innovativo, fornendone una interpretazione di grande interesse per l’uomo contemporaneo.

È evidente che Sottocornola, cogliendo la radicale crisi del sacro che attraversa l’Occidente, nel tentativo di salvarne il nucleo essenziale, si avvale di tutti gli strumenti che il pensiero suggerisce per traghettarne l’eredità verso un futuro chiamato a svilupparne la ricchezza nascosta, per trasmetterne il significato profondo alle generazioni che verranno. Ma anche a quanti, ormai nella piena maturità, avvertono l’esigenza di una nuova comprensione del paradigma cristiano, esautorato dalle forme di un nichilismo consumistico, che ha perso l’orizzonte della trascendenza come chiave di  lettura dell’esistenza umana.

Biografia

Claudio Sottocornola (Bergamo, 1959) si è laureato all’Università Cattolica di Milano con una tesi in Storia della teologia. Già ordinario di Filosofia e Storia nei licei, è stato anche docente di IRC, Materie letterarie, Scienze dell’educazione e Storia della canzone e dello spettacolo alla Terza Università di Bergamo.

Iscritto all’Ordine dei giornalisti dal 1991, ha collaborato con diverse testate, radio e tv. Come filosofo si caratterizza per una forte attenzione alla categoria di interpretazione, alla cui luce indaga il mondo contemporaneo, ed ha spesso utilizzato musica, poesia e immagini per parlare a un pubblico trasversale, nelle scuole, nei teatri e nei più svariati luoghi del quotidiano.

È autore di numerose pubblicazioni, che coinvolgono tre aree tematiche prevalenti: l’autobiografia intellettuale, la cultura popular contemporanea, l’attuale crisi del sacro in Occidente e la sua possibile rimodulazione teologico-filosofica.

Fra le opere più recenti, “Parole buone (Marna/Velar, 2020), “Occhio di bue” (Marna, 2021), “Tra cielo e terra” (Centro Eucaristico, 2023), “Fiorire nel deserto” (Velar, 2023).

Da comunicatistampa.net

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